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Le iniziative del Governo per la banda ultra larga

A cura di Maurizio Dècina, Presidente Infratel

 

Contesto di riferimento

Il 3 Marzo 2015 il Governo italiano, al fine di soddisfare gli obiettivi fissati dall’Agenda Digitale Europea entro il 2020, ha approvato la “Strategia Italiana per la banda ultralarga”, che prevede la copertura dell’85% della popolazione con infrastrutture in grado di veicolare servizi a velocità pari o superiori a 100Mbps, garantendo al contempo al 100% dei cittadini l’accesso ad Internet ad almeno 30Mbps.

La strategia è inoltre coerente con gli obiettivi 2025 espressi dalla Gigabit Society – Comunicazione COM(2016)-587 della Commissione Europea “Connectivity for a Competitive Digital Single Market – Towards a European Gigabit Society” del 14 settembre 2016 – in quanto diffonde la fibra ottica in modo capillare sul territorio verso le utenze residenziali e rende disponibili connessioni FTTH alle sedi PA (scuole, sedi della sanità etc.) e alle aree produttive, abilitando anche lo sviluppo del 5G.

Il primo tassello della strategia, la cui attuazione è stata affidata al Ministero dello Sviluppo Economico che si avvale della società in-house Infratel Italia Spa, è rappresentato dal cosiddetto “Piano Aree Bianche” attualmente in corso, cui farà seguito una Fase 2 della strategia, in via di definizione e da sottoporre ad approvazione della Commissione Europea.

A che punto è il piano pubblico per la Banda Ultra Larga?

Sono state finora bandite due delle tre gare relative al “Piano Aree Bianche” da circa 3 Miliardi di Euro, per un totale di 17 Regioni, che coinvolge oltre 7.700 comuni ed ha come obiettivi di copertura 9,9 milioni di unità immobiliari e 14,7 milioni di abitanti.

Le gare prevedono il ricorso al Modello di intervento diretto, scelta fatta dal Governo e dal Ministero, in accordo con le Regioni e coerentemente con il regime di aiuto approvato dalla Commissione Europea, al fine di realizzare la rete di accesso di nuova generazione nelle aree a fallimento di mercato del Paese e allo stesso tempo favorire la competizione tra operatori retailer nell’erogazione dei servizi.

La rete realizzata rimarrà di proprietà pubblica, dello Stato e delle Regioni proporzionalmente alle risorse stanziate. Il concessionario, individuato tramite la gara, si occuperà della progettazione, costruzione e gestione dell’infrastruttura passiva e attiva realizzata che sarà messa a disposizione, in modalità wholesale ed a prezzi definiti da AGCOM più bassi rispetto a quelli di riferimento praticati dall’incumbent, agli operatori TLC che erogheranno i servizi finali a cittadini, imprese e Pubblica Amministrazione.

I primi due bandi prevedevano la copertura minima di circa 2,6 milioni di unità immobiliari con servizi over 100 Mbps, cioè servizi oltre i 100 Mbps in download e 50 Mbps in upload con un fattore di contemporaneità di almeno il 100% e circa 5,4 milioni di unità immobiliari con servizi over 30 Mbps, cioè servizi ad almeno 30 Mbps in download e 15 Mbps in upload, con fattore di contemporaneità pari al 50%.

Le risultanze della gara sono state superiori alle aspettative, sia dal punto di vista tecnico (uso diffuso di tecnologia in fibra ottica e uso mirato del fixed wireless per le case remote), sia dal punto di vista economico, con grandi risparmi per Stato e Regioni che potranno reinvestire le somme risparmiate nel finanziamento per raggiungere gli altri obiettivi del piano a banda ultra larga: rispetto ad una base d’asta complessiva per le due gare di circa 2,7 miliardi di Euro, OpEn Fiber si è aggiudicata tutti i lotti delle gare offrendo, a titolo di prezzo della concessione, un totale di circa 1,5 miliardi di Euro.

L’offerta proposta da OpEn Fiber prevede in definitiva che circa 7,7 milioni di unità immobiliari vengano coperte con tecnologia FTTH, mentre la restante quota di unità immobiliari, appartenenti anche ad aree facoltative, sia coperta con tecnologia FTTN di tipo fixed wireless su banda licenziata garantendo servizi over 30 Mbps. La copertura totale raggiunta sarà quindi oltre il 99% delle unità immobiliari nelle aree bianche messe a gara.

Concluse le prime due gare BUL, la fase 1 si concluderà con la terza gara per coprire le aree bianche a fallimento di mercato di Calabria, Puglia e Sardegna: è da poco partita la consultazione pubblica con l’idea di dare il via al terzo bando entro l’anno.

Quali saranno le prossime iniziative infrastrutturali da mettere in campo per assicurare una copertura diffusa e completa del territorio?

Nel frattempo sono intervenuti due elementi che hanno aiutato a definire meglio il quadro. Considerati gli interventi pubblici in corso e le ultime dichiarazioni degli operatori si prevede che al 2020 il 54% delle unità immobiliari potrà essere raggiunto da connessioni a 100 Mbps. In più, a seguito di una consultazione conclusa a marzo fra le aree grigie e nere, sono state evidenziate nuove aree bianche pari all’8% delle unità immobiliari.

Una “fase 2” da 3,6 miliardi di Euro di risorse pubbliche partirà il prossimo anno per puntare a dare il colpo d’acceleratore decisivo al Piano banda ultralarga, anche grazie ai circa 1,2 miliardi di Euro risparmiati nei primi due bandi che farà salire a 5,5 miliardi di Euro la dote complessiva messa a disposizione per il piano banda ultralarga. La fase due conta su 3,6 miliardi, di cui 1,3 miliardi ai voucher per spingere la domanda, 100 milioni dedicati ai servizi della Gigabit Society e 2,2 miliardi dedicati allo sviluppo delle aree bianche e grigie.

Nelle aree grigie, un supporto arriverà da incentivi da utilizzare nelle aree over 30 Mbps per portarle a 100 Mbps (Step Change). La notifica preliminare alla Ue è stata fatta. La tipologia di incentivo sarà decisa di conseguenza.

Key Takeaways

  • I tre bandi nelle aree bianche coprono circa 10 milioni di unità immobiliari nelle aree a fallimento di mercato: si tratta di una parte amplissima del Paese se si considera che si contano aree bianche in oltre 7.700 comuni su 8 mila totali.
  • Circa 8 milioni di unità immobiliari saranno raggiunte dalla fibra ottica, mentre le restanti 2 milioni in tecnologia fixed wireless.
  • La “fase 2” del piano da 3,6 miliardi di Euro partirà il prossimo anno per puntare a dare il colpo d’acceleratore decisivo al Piano banda ultralarga, anche grazie ai risparmi conseguiti con le prime gare.
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